Sacra Sindone / 9

17 AGO 20
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Gentile Andrea Fontanive, una vera complementarietà fra scienza e fede,intesa come scambio paritario di “informazioni” utili ad arricchire laconoscenza nei rispettivi campi, è impossibile. Non si possono sommare lepere alle mele, e il “dominio” della fede non coincide con quello dellascienza, anche se quest’ultima può benissimo esservi ricompresa e trovarein esso ogni concordanza con i propri assunti. In altre parole(paradossalmente per un ateo), la fede può aiutare la scienza a conoscerela verità e non viceversa. La base conoscitiva della scienza è lasperimentazione e l’osservazione, quella della fede è la tradizione e lacoscienza. Le verità relative della scienza si basano su convenzionirelative: i postulati. La verità assoluta che si coglie per fede si basa sucognizioni acquisite “per contatto diretto” e ritenute in coscienzaincontestabili da coloro che le hanno tramandate e che le tramanderanno.Tornando alla Sindone, su di essa esistono “informazioni” mediate (dalla tradizione e dalla stessa scienza ) ed immediate ( coscienza e comunebuon senso ), che inducono chi ha il dono della fede a riconoscervi il Teloche ha avvolto il Corpo di Cristo. Quando vi sia una parte della scienza checonfuti la veridicità della storia di un Oggetto che per la cristianità,per i motivi suddetti, è divenuta “verità di fede”, è inevitabile chei propri risultati rimangano nella sfera del relativo da cui provengono.Detto questo rispondo alle altre sue domande. L’utilizzo del carbonio comestrumento di datazione nel caso della Sindone è grossolanamente erratoanche all’interno del campo della relatività scientifica, qui nonc’entra la fede. L’unanimità scientifica, intesa non come concordanzavalida solo in un determinato tempo, è a sua volta un “assoluto” e cometale non sarà mai in contraddizione con le verità di Dio.